L’uso della roccia nella dinamica costitutiva dell’immagine è iniziato nel 2005 come omaggio al territorio carsico, luogo di guerra e massacri, e come metafora del tragitto esistenziale: rispetto, forza, condivisione, sopportazione, questi sono i rimandi simbolici dei frammenti che rappresentano il nostro percorso nel mondo. Come un sentiero carsico è interrotto da pietre più o meno grandi, così la nostra presenza terrena è minata dalle vicissitudini che la feriscono, a volte anche fermandola bruscamente.

SCHEGGE (particolare)  2007 - t.m. su alluminio e vetroresina cm.40x80
SCHEGGE (particolare) 2007 - t.m. su alluminio e vetroresina cm.40x80
DOPO IL TEMPORALE (particolare)  2011 t.m. su alluminio e vetroresina cm.40x60
DOPO IL TEMPORALE (particolare) 2011 t.m. su alluminio e vetroresina cm.40x60
I SENTIERI DELLA MEMORIA  2007 - t.m. su alluminio e vetroresina cm.50x60
I SENTIERI DELLA MEMORIA 2007 - t.m. su alluminio e vetroresina cm.50x60

Pensiamo al lavoro certosino dell’artista nel proprio studio, dove le seleziona, pulisce, lavora, dipinge, misura e cataloga ad una ad una; la singola pietra costituisce un unicum e ha un’identità e una connotazione ben precisa. Le opere fanno trapelare creatività, pazienza, passione che costituiscono il dato essenziale della memoria, riuscendo a creare un dialogo con l’artista attraverso la storia che hanno vissuto.


In tale processo creativo fa emergere i sentimenti, le riflessioni e la grande sensibilità che lo contraddistinguono: persona umile, schiva, ma sempre pronta al confronto con gli altri, siano essi artisti, bambini o semplici osservatori dei suoi lavori; un’anima sincera che sa rendere le sue opere speculari rispetto al suo io più profondo. Sono creazioni forti, incisive, delicate ed “emotive” allo stesso tempo, materia e colore dalle quali emerge poesia pura e armonia.

Forte è il legame con la sua terra, un Friuli toccato dagli eventi bellici di due conflitti mondiali, che ispira l’artista nella realizzazione delle Carsiane, finestre create con pietre capaci di farci guardare oltre la storia che tutti conosciamo e che, grazie alla vivacità cromatica, ci permettono di costruire mentalmente con gli occhi puri di un bambino un mondo diverso, fatto di colori vivi e pulsanti.

L’artista infatti instilla in loro una nuova vita, una funzione diversa rispetto a quella originaria: non più un segno, una traccia ma, grazie al colore diventano gessi policromi che disegnano il suo e il nostro tempo, proiettando il pensiero al domani.

Un futuro dove il colore ci apre la speranza per un mondo nuovo e diverso, caratterizzato da un po’ di gioia e armonia, ciò di cui la nostra società ha bisogno in un momento di profonda difficoltà come quello attuale.

                                                                                                                                                                             Alessia Tortolo